Lettera aperta ai giovani "Parola chiave: Cose belle!"

4 ottobre 2017, San Francesco di Assisi


Cari Giovani!

Questa lettera è un invito semplice rivolto a voi che, crescendo, state formando il vostro originale modo di sentire, di pensare e di agire nel mondo. Affinché possiate muovervi liberamente e progredire, con il cuore aperto alla fiducia, sulla via del bene. 

Leggendo le principali notizie dei quotidiani presto ci si accorge di tanti atti di violenza, fisica e psicologica, di tante menzogne e inganni che spesso ricadono sulle persone più deboli, di abusi di potere e comportamenti tutt'altro che etici, e questo non soltanto da parte delle organizzazioni criminali, ma anche delle grandi istituzioni. Lo sguardo dei media inoltre si sofferma su ciò che nella nostra società è apparentemente bello e divertente, ma in realtà si rivela meschino. Una visione distorta della sessualità e dell'affettività ogni giorno calpesta la nostra profonda coscienza alimentando il disordine interiore circa la vera dignità dell'uomo e della donna, e di ogni singolo essere vivente, che spesso diventa oggetto di intrattenimento e di consumo. Sembra di esagerare, ma ormai certe cattive immagini sono così impresse nella nostre rètine da renderci insensibili e incapaci di vedere la bellezza della vita, delle persone e delle cose. E di tradurre la bellezza contemplata in gesti concreti.

È indubbio che nella nostra società esistono numerosi problemi da risolvere, anche gravi, e non si può certo nascondere la testa sotto la sabbia facendo finta di non vederli. Ma è altrettanto indubbio che nel mondo esiste un dinamismo di bene, spirituale e operoso al contempo,  che spesso passa inosservato ma che talvolta è capace di ridimensionare o addirittura risolvere le situazioni più difficili. Molte persone, nel loro piccolo e nel nascondimento, sono capaci di compiere il migliore bene possibile per se stessi e per gli altri. Sono capaci di piccole scelte quotidiane compiute con grande passione e dedizione a beneficio della propria famiglia e della società. Ma anche forme più organizzate di preghiera, di volontariato, di lavoro, operano instancabilmente rinunciando a posizioni di prestigio per alleviare le fatiche umane, per guarire, per alimentare atteggiamenti e comportamenti di compassione e solidarietà, per costruire una società più giusta ed equa, per riscrivere con arte la bellezza del Creato. Il bene non è una favoletta per i bambini e per i deboli. Esiste da sempre, in ognuno di noi. Ed è sempre un bene possibile, che possiamo realizzare. Non basta volerlo vedere, per realizzarlo. Occorre disseppellirlo dal nostro cuore, a volte troppo schiavo della paura, che è l'opposto della fiducia nella vita. Solo chi lo riconosce dentro di sè, lo custodisce e lo coltiva, può farlo sbocciare. Solo chi ha il coraggio di crescere, può realizzarlo.

Voi, cari giovani, siete capaci di crescere in questo bene spirituale e insieme concreto, innanzitutto orientandovi ad esso così come un fiore si orienta alla luce del sole; vigilando sulle malvagità esteriori ed interiori, per non farle diventare il "direttore d'orchestra" della vostra anima; attingendo anche all'esempio di persone speciali che da sempre calpestano la faccia di questa terra. Guardate San Francesco di Assisi, che parabola di vita ha tracciato. Anche lui era cresciuto coltivando ambizioni di successo e di potere, ma l'incontro con il Bene più grande lo ha portato nel tempo a scegliere di donare tutto e tutto se stesso, per quel Bene. Sostenuto dalla forza del Signore, superava ogni difficoltà con letizia, pieno di gratitudine e di perdono, sull'esempio di Gesù che ha scelto di ricambiare il male non con altro male, ma con il bene. Questo è stato il suo modo originale di crescere e giungere alla felicità. Ognuno di voi scoprirà il suo modo originale, ma una cosa è certa: la vostra felicità, come accadde a Francesco, sarà un bellissimo incontro, da custodire e da accrescere nel tempo.

Da dove partire, allora? Da una parola chiave, da non dimenticare mai: Cose belle! Essere convinti di questo: siamo capaci di cose belle! Facciamo qualche esempio. Prova a tener traccia ogni giorno, sinteticamente, delle cose belle che ti sono capitate durante le tue attività e i tuoi incontri. Annotale e rileggile. Questo ti aiuterà, all'inizio, a far emergere la tua memoria positiva del bene e, rileggendole negli inevitabili momenti di sconforto, a superare le difficoltà passeggere riorientandoti al bene. Un altro consiglio. Ogni tanto, fermati e dí a te stesso: "Sarebbe bello...". Ad esempio: "Sarebbe bello incontrare quel mio amico, è da tanto che non lo vedo e non ci parlo di persona". "Sarebbe bello coltivare il mio interesse per la musica". " Sarebbe bello mostrare ai miei professori che sono capace di recuperare". "Sarebbe bello una volta abbracciare i miei genitori e ringraziarli per quello che fanno per me" " Sarebbe bello chiedere scusa a...". "Sarebbe bello lasciare il cellulare in camera mia durante la cena, per poter raccontare ai miei le cose belle della giornata". "Sarebbe bello fare una passeggiata, al mare o in montagna". Pronunciare e dare un nome al proprio desiderio. Cose piccole, nella direzione del bene, soprattutto realizzabili. E poi dirsi: "E ora lo faccio" o "Lo farò". Questo è molto importante: possiamo subire le situazioni e la routine, oppure essere creativi nel bene.

Ci sarebbero tante altre esperienze di bene da citare, tante cose belle compiute nel passato e nel presente, da comunicare. Ma le più importanti saranno quelle che la vostra coscienza vi ispirerà, oggi e domani, come desiderabili e realizzabili. Tutto il Creato pare attendere questa vostra aspirazione al bene, quel tocco originale da imprimere alla vita con le vostre piccole e grandi scelte di bene.

Potrei non augurarvi ogni bene?! Vi benedico! Cose belle!!!